giovedì 31 agosto 2017

Conoscenti sconosciuti. Inconsapevoli stelle comete.

Spesso mi affeziono ai conoscenti sconosciuti, quelle persone che attraversano la loro vita vicino alla tua senza fagocitarla o determinarla ma con le quali ti senti ugualmente connesso.
Sono persone che ti creano curiosità senza il bisogno di approfondirla o ricercare in rete per confermare loro che esisti o per capire quale mestiere facciano o perché anche loro corrano come te tutte le mattine… o dove li porterà mai la loro corsa o da quali pensieri siano guidati quando si fermano.
Prendono i mezzi dove li prendi tu oppure fanno la spesa dove la fai tu.
Molto probabilmente abitano vicino ma non abbastanza da accennare a un saluto (figli del clima sterile nordico).
Hanno abitudini simili alle tue e diventano un po’ i tuoi punti fermi, rassicuranti stelle comete che ti indicano che stai procedendo per la strada giusta.
Sono persone che sfiorano la tua quotidianità ignari della familiarità che senti per loro.

Come lei per esempio.
E dico lei anche se dovrei dire loro, figlia e madre, che incrocio insieme da anni controcorrente rispetto al mio percorso nonostante i miei lavori diversi, le mie case diverse, i miei umori diversi.
Nonostante, soprattutto, io cerchi di disorientare ogni tanto le mie abitudini e cambiare itinerario.

Ha una camminata claudicante sostenuta, nonostante tutto, da un buon passo e dalla presenza, a braccetto, di una madre semplice, ben vestita e sorridente.
Si somigliano molto e le trovo meravigliosamente dolci.
Una tenerezza che difficilmente mi genera una storia che non conosco.
Hanno una chiacchiera incalzante, lo sguardo dritto sulla strada, e non si fanno intimorire o sorprendere neanche dal brutto tempo.
Ho sempre fantasticato su quale potesse essere il senso della loro lunga passeggiata mattutina.
Ho immaginato ad un gesto materno accompagnato da un altrettanto e intenso sostegno ad una mamma forse rimasta sola.
Oggi, ferma al semaforo e in ritardo su tutto, ho buttato l’occhio verso la vetrina di un negozio di calzature che ho da sempre a portata di mano ma non ho mai guardato.
L’ho trovata lì, a spazzare il pezzetto di marciapiede fuori dal negozio.
Ora so dove arriva quando si ferma e questa cosa mi dà pace oltre ad avermi fatto venir voglia di comprare un paio di scarpe!

sabato 18 giugno 2016

Viaggiare in prima classe

Io e il nonno Garigliano stiamo percorrendo l'A1 e questa lunga linea di asfalto sta diventando il nostro DNA di racconti incrociati... tra punte di Giuseppe Piermarini nelle fila degli avi paterni e più modeste mutazioni genetiche da parte mia. 
Stiamo viaggiando comodi su una mercedes (un appunto per i ladruncoli da autogrill: lasciamo la macchina aperta con le chiavi nel cruscotto - scrivetemi in pvt) e ce la spassiamo. 
Thelma & Louise sono due collegiali che bigiano scuola a confronto. 
Ascolta - con la curiosità di un bambino e il divertimento di un nonno - i racconti su Sofia. 
Chissà che cosa si prova ad avere solo un nipote al mondo, chissà se è la stessa sensazione unica mista ansia dell'avere un figlio solo. 
Lo ascolto registrando ogni sua pausa e inflessione quando mi racconta di lui bambino e lo Smeraldo era un cinema varietá e ci stava dentro ore fino a sera tardi... Di quando sua mamma lo faceva cercare dal fidanzato della figlia della custode che era in polizia e arrivava l'attore del varietà sul palco recitando "ci giunge voce che ci sia un ragazzo di nome Garigliano... Garigliano l'hai visto abbastanza sto film, vai a casa". 
Ridiamo come cretini quando gli chiedo se ha un account gmail perchè me lo sta chiedendo il suo google maps e lui inizia a cercare in tasca... No, l'ha lasciato a casa. 
Mi dà grandi soddisfazioni quando incalza con "fammi un esempio di video virale" e dopo un minuto mi racconta di quando gli rubarono la Honda chiedendogli come riscatto "due gambe" e lui si scusó - da signore quale è - perchè non sapeva dove recuperare due gambe.... e di chi, poi? 
Anche il traffico non ci disturba, anche sbagliare indicazioni non ci scompone. 
Anzi. Ci stiamo organizzando per il prossimo viaggio. 
Per ora abbiamo scelto la macchina. 

martedì 31 maggio 2016

Imparare a volere bene

Mi spaventano le foto di “ordinaria normalità” che ci vengono proposte all’indomani di una violenza e che ci raccontano che, l’emozione di quel momento scattato, si può trasformare in furia omicida.

Mi spaventano perché le sento indice di una morbosità che va oltre l’accaduto che è già talmente feroce da non aver bisogno di essere sostenuto da immagini borderline, apparentemente così distanti ma tragicamente così parlanti.

 Mi spaventano perché ci obbligano a memorizzare quei sorrisi e alimentare l’odio verso un mostro, per il quale - col senno di poi - siamo tutti pronti a trovare la prevedibilità del gesto anche qualora non fosse reo confesso.

 Mi spaventano perché saremo ammaestrati nel tempo e se il dramma bucherà così tanto lo schermo da diventare “evento mediatico”, esso stesso  avrà il nome del suo carnefice e alimenterà salotti di ogni genere.

 Mi spaventano perché non vorrei sentire più parlare di #femminicidio, pensare di avere paura all’idea di conoscere il nuovo o - peggio ancora - all’idea che persone a me vicine possano subire un rischio per la semplice voglia di vivere.

Non penso unicamente a mia figlia, riflettere solo da mamma oggi mi farebbe sentire una persona limitata.

Dobbiamo imparare a perdere, dobbiamo metterci in gioco con gli altri e in discussione con noi stessi.

 Dobbiamo imparare a reggere le frustrazioni, a capire i nostri limiti e crescere… quanto ancora dobbiamo crescere come esseri umani!

 E dobbiamo scusarci con le nuove generazioni, spiegando ed insegnando loro che lo schifo a cui assistono e subiscono, non assomiglia al futuro che abbiamo pensato di dare loro.

venerdì 29 aprile 2016

Strappo al cuore

Abbiamo fatto un sacco di chilometri insieme. Siamo stati al mare, in montagna, mi hanno accompagnato al lavoro e custodiscono segreti che voi umani non potete immaginare.

Ultimamente peró sentivo la loro fatica.
Si lasciavano andare facilmente, avevano perso quell'entusiasmo dell'inizio... di quando ci piaceva stare appiccicati non curanti del tempo e degli altri.

Poi è arrivato il giorno sbagliato, quello dove il tuo ginocchio si mette di punta sulla loro parte più sensibile e delicata.
Succede che lo strappo è inevitabile e forse pensi che non sarà più come prima.


Ti convinci anche che puoi cambiare e diventare moderna per loro, che puoi uscire dai tuoi anni 90.
E pensi che quello strappo racconti la forza, perchè ve lo siete guadagnato insieme.

Poi arriva lei, lei che rappresenta le tue radici e che ti ricorda da dove vieni ma soprattutto dove andrai.
E decide di mettere mano alla tua cicatrice ma non come avresti voluto tu.
E finisce che finisce... non siamo più gli stessi e rimarrà solo il ricordo.

giovedì 31 dicembre 2015

#2015bestnine è la crema di mascarpone sul pandoro

Del mio 2015 avrei da dire un sacco di cose. 
Decine e decine di situazioni ed emozioni che non ho fermato con uno scatto, fortune o apparenti tali che non ho vissuto fino in fondo, gioia e soddisfazione nell'aver conquistato piccoli personali obiettivi.

#2015bestnine mi conferma che c'è una parte di me che amo condividere maggiormente. Ed è la parte più bella ed intima della mia quotidianità. 

Io che pensavo di essere #socialaddicted con l'attitudine a farmi i fatti miei, scopro che dalle foto racconto molto più di quello che dico.

Io che affermavo che le parole sono importanti, chiedo al mio 2016 di concentrarmi più sui fatti. 
Aggiungici il vivere a Milano, diventa d'obbligo più ossigeno alle emozioni e meno anidride carbonica tra i pensieri. 

martedì 29 dicembre 2015

Il mestiere di dire no

Al mio 2016 non chiedo niente di nuovo, niente di stupefacente, niente di più.
Al mio 2016 chiedo qualcosa in meno.
Parole a levare, dispersione di tempo a togliere, gente superflua a scemare.

Chiedo l’opportunità di essere stupita ma solo di cose semplici e umane.
Chiedo di lavorare sui miei punti di forza, non su quelli di debolezza.
Chiedo gesti spontanei, idee chiare, pensieri leggeri.

Auguro alle persone che ho a cuore di vivere un’esperienza umana che non hanno ancora vissuto.
Motivazione, fiducia, sogni.
Auguro loro anche di realizzare un progetto, qualunque esso sia.
Io sto lavorando al mio e so che il 2016 mi sosterrà nel realizzarlo.

L’anno nuovo parte al cinema con Il Piccolo Principe, film tratto dal libro di tutti e per tutti!

...Che sia davvero di buon auspicio.
  

“Per voi che pure volete bene al piccolo principe, come per me, tutto cambia nell’universo se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha, sì o no, mangiato una rosa. Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia… ma i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza”. Antoine de Saint-Exupéry

domenica 20 dicembre 2015

Festa di Natale. A Natale puoi

Mi piace vedere che, libera, sceglie e si esprime. 

Mi piace guardarla a distanza alle prese con le sue emozioni e poterle condividere senza intromettermi troppo.

Mi piace pensare che sta crescendo con la sua testa (piena di capelli), le sue gambe (lunghe che non finiscono mai) e la sua voce (quanto mi piace sentirla cantare).

giovedì 10 dicembre 2015

Educare al risparmio

Siamo alle prese con una casa nuova… quella da comprare (con un po’ di ritardo).
Siamo alle prese anche con uno stadio nuovo… quello della preadolescenza (con un po’ di anticipo).
In questo periodo la parola con cui mi confronto più spesso è cambiamento.

Cambiamento fisico.
Cambiamento linguistico.
Cambiamento nelle abitudini. Sue, mie, nostre.

Sofia diventa grande!
Mai come in questo momento il mio pensiero si rivolge al futuro.

Un futuro che costruisco ogni giorno cercando di fare al meglio le cose con lei.
Un futuro che anticipo sperando di capire cosa c’è di più adatto per lei.
Un futuro che, per quanto mi ci impegno, dovrà impegnarsi almeno il doppio lei.

Il mio dovere di genitore è quello di responsabilizzarla.
Lavoro sulla sua autostima e cerco di pormi sempre come buon esempio.
Anche quando sbaglio… anche raccontandole che sbaglio e che imparo dai miei errori.

L’importanza di educarla al risparmio oggi, quando stiamo vivendo grandi cambiamenti insieme, ha una cassa di risonanza fortissima e alimenta certezze nel nostro percorso di crescita insieme.
C’è un’idea molto semplice, concreta e vincente che mi aiuta a pensare al suo futuro in GRANDE!


Non voglio indottrinarla all’idea di fare economia ma al piacere della parsimonia.
Non voglio che arrivi a pensare che deve rinunciare al piacere di togliersi uno sfizio.

Amo l’idea che comprenda il senso di un dono da fare anche se spero che ci pensi due volte prima di acquistare.
Ma sopra ogni cosa, mi auguro che senta vivo il senso dell’impegno che ha portato alla realizzazione di un piccolo o grande obiettivo e che questa fatica non si butti via. 
Non è semplicissimo oggi ma noi ci crediamo.

@Post in collaborazione


mercoledì 18 novembre 2015

Nutella Icecream, momenti di merenda golosa



Ci sono cose su cui Sofia non ha dubbi ed è per il sì a prescindere, nonostante la sua preadolescenza incalzante e talvolta discordante.Il suo apprezzamento verso il cibo e la personalità squisita di Mika spingono i vertici della classifica guai a chi dice che non è vero.

 Sul fronte gusto è sempre un piacere vederla mangiare… un po’ meno prendersi cura, una ad una, di tutte le macchie che dissemina come se volesse lasciar traccia del suo percorso gastronomico.

Il momento dove si sbizzarrisce di più è la merenda. La merenda è un pasto che ritengo indispensabile anche nella mia quotidianità e nei miei quarant’anni ed è un tempo che io e lei amiamo particolarmente perché spesso abbiamo la fortuna di poterlo condividere. È un pretesto che ci prendiamo anche per raccontarci della nostra giornata e, se possiamo, è una pausa che ci concediamo facendo quattro passi.

La merenda che preferisce è indubbiamente dolce.
Se è un gelato poi, il suo pomeriggio riparte con una carica di energia in più.
Ho avuto la possibilità di assaggiare insieme a lei Nutella Icrecream, il gelato firmato Ferrero, al gusto nutella… quella vera!




A chi è abituato come me a pensare alla nutella spalmata su una fetta di pane, magari di grano duro e magari scaldato anche un po’ al forno, un po’ di scetticismo va concesso prima dell’assaggio pensando a come possa trasferirsi il gusto dal vasetto alla vaschetta...Il tempo che accompagna al primo assaggio è talmente breve da permettere alla gola di apparecchiare il più interessante dei banchetti e prendere il sopravvento, anche sull’estate ormai finita.
Ho ritrovato e apprezzato la sua cremosità originale che, nella sua variante anche più fresca e leggera, ha acceso le papille gustative del ricordo.
Per Sofia il dolce connubio gelato + nutella ha prodotto un effetto strepitoso tanto che ha fatto il bis, neanche a dirlo, anche sul maglione.
…E abbiamo espresso un desiderio, come ogni volta che assaggiamo qualcosa di nuovo.



Post in collaborazione.



domenica 8 novembre 2015

La cugina della porta accanto

Un giorno passeremo loro lo scettro delle cugine matte... quelle che volevano fare tutte le vacanze insieme, quelle che scrivevano papiri di lettere e se le spedivano usando le pubblicità dei giornali come buste, quelle che ad un certo punto sono andate a vivere insieme in una delle zone più belle di Milano. Quelle che vogliono aprirsi uno studio insieme, quelle che quando una cosa non va trovano il modo di farla andare, quelle che sfidano gli scettici e a testa alta continuano per la loro strada. 
Quelle che sul telefono si memorizzano come La Pazza e French Fries, quelle che esorcizzano le disavventure e da una vita imitano le reazioni delle loro mamme ad ogni accadimento di natura familiare, quelle che anche se non si sentono si ascoltano sempre. 
Un giorno passeremo loro lo scettro, dicevo. 
Al momento continuiamo a governarlo noi. 

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